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I racconti silani di nonna Nicoletta


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La saggezza delle nostre nonne
Nella società post-moderna appare sempre più evidente il passaggio dalla famiglia nucleare a quella costretta a far da sé e a contare soprattutto sulle proprie forze. La stabilità familiare è minacciata dal sempre più frequente ricorso alla separazione, al divorzio, alla convivenza, all'amore episodico. E' questo il frutto avvelenato dell'instabilità affettiva e di una rivoluzione antropologica tuttora in corso. La perdita di ruolo dei genitori o per lo mento di uno di essi, a seconda del punto di riferimento venutosi a creare nella fase precedente la rottura della relazione, è sotto i nostri occhi. Prescindendo dall'affidamento deliberato dal giudice, un ruolo sempre più importante assolvono i nonni, che spesso colmano il vuoto affettivo che ogni separazione o divorzio porta immancabilmente on sé. Di fronte ai tanti casi di fanciulli, ragazzi e adolescenti incontrati nei gruppi giovanili, costretti ad un palleggiamento tra due coppie di cui solo uno è genitore naturale, parlare di disagio è solo un eufemismo. Molto spesso questo palleggiamento diventa un braccio di ferro e la psicologia infantile o adolescenziale subisce un trauma affettivo di non facile superamento. Sullo sfondo della famiglia di ieri e di oggi aleggiano le figure apparentemente irrilevanti, ma essenziali: i nonni. Tra questi c'è sempre una figura che si staglia a livello percettivo sui ricordi sbiaditi della nostra memoria. Pensate alla nonna Lucia del Carducci che nella lunga poesia Davanti a San Guido, compare: "Alta, solenne, vestita di nero". E mentre i genitori frettolosi non hanno più tempo da dedicare ai figli, I racconti silani di nonna Nicoletta sono come una miniera da cui trarre riferimenti preziosi, principi dettati dalla comune saggezza. Le mie nonne Nicoletta Gualtieri in Pontieri (la paterna) e Angela Caterina Scalise in Rotundo (la materna) hanno occupato, nella mia vita, uno spazio temporale molto diverso. Ho perduto nonna Caterina ad appena sette anni, ma la sua figura, alta con il vestito tradizionale silano-savellese, i suoi capelli neri sotto il ritorto di lino bianco, il suo portamento dignitoso e forte, rimasta vedova con cinque figlioletti, consumò la sua fibra nel lavoro faticoso dei campi e nelle incombenze domestiche, per me è incredibilmente viva. L'altra accompagnò a lungo la mia crescita e le mie prime esperienze pastorali. Questi racconti sono per lo più vaghi ricordi del tempo trascorso ad ascoltare soprattutto quella vissuta più a lungo, quando con arguzia e ricchezza di particolari attanagliava l'attenzione dei numerosi nipoti seduti ai suoi piedi in semicerchio, e nonostante l'irrequietezza dell'età, in religioso silenzio. Mi auguro che il lettore si lasci trascinare da queste storie, della cui reale esistenza, non rimane che uno sbiadito ricordo. Esse sono per lo più storie verosimili vale a dire accadute o che possono accadere, perchè nonostante i cambiamenti molte novità sono solo apparenti, ed il detto del Cohelet: "Niente di nuovo sotto il sole" resta valido anche oggi, perchè la storia umana si ripete e si rinnova. E voi cosa pensate di questa frase di Victor Hugo scolpita su una lapide in un prato verde di Chianciano: "Possono esserci dei genitori che non amano i loro figli, ma non ci sono nonne che non vogliano bene ai loro nipotini"? Tornando al titolo: I racconti silani di nonna Nicoletta vorrei precisarne meglio il genere letterario. Alcuni sono vere favole, giacchè i protagonisti sono uccelli, animali domestici e selvatici (la civetta, lo scricciolo, la talpa, la volpe, l'aquila, ecc.) altri sono racconti in cui uomini e donne sembrano confrontarsi tra loro in contesti forse diversi dai nostri, ma egualmente attuali per i loro messaggi di vita. Lo spunto ed il recupero di alcuni detti e proverbi popolari può destare stupore, ma c'è sempre qualcosa che sopravvive di noi stessi e di coloro che abbiamo incontrato nel breve, ma avvincente, viaggio della vita. In ultimo vorrei ricordare che il 2 ottobre, giorno in cui si fa memoria degli Angeli custodi, è stato recentemente dedicato alla festa dei nonni.

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