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I racconti silani davanti al focolare

Questa raccolta Ŕ da considerarsi un naturale sviluppo de I racconti silani di nonna Nicoletta. Anch'essa prende spunto da detti, proverbi, strambotti dell'Altopiano Silano.
Nonostante le rapide trasformazioni degli ultimi 50 anni, ancora oggi nei nostri paesi della Sila, attorno al focolare - quando non Ŕ sostituito dall'impianto al metano - negli spazi lasciati liberi dalla televisione, genitori all'antica e soprattutto i nonni tentano di raccontare ai curiosi nipoti storie tramandate dai tempi antichi, che lentamente ed inesorabilmente andranno perdute. Diversamente, negli anni della mia fanciullezza quando la televisione era di lÓ da venire e la radio era un lusso di poche famiglie facoltose, nelle fredde serate d'inverno, mentre il fuoco crepitava nel camino, le mie nonne Caterina e Nicoletta evocavano personaggi che mi suscitavano commozione, affetto e paure. Storie d'amore e di odio, di generositÓ e di egoismo, spesso racchiuse in proverbi, in stornelli d'amore o di sdegno, che partivano dall'immaginario collettivo. Dopo i miei studi letterari, filosofici e teologici, alcuni libri usati da mio fratello Angelo presso l'UniversitÓ di Messina, mi hanno spinto a curare una raccolta conservativa ed interpretativa dei numerosi proverbi dell'Altipiano Silano, che custodisco in un voluminoso raccoglitore dal titolo Proverbiando - difficilmente per˛ potrÓ essere dato alle stampe in questo periodo di crisi - sia a proseguire la scia tracciata dai Racconti silani di nonna Nicoletta, col fascinoso titolo: Racconti silani davanti al focolare. Lasciatevi trasportare con la fantasia e la memoria attorno al fuoco crepitante nel camino, magari mentre una padella bucherellata (a rusellara) prepara le caldarroste e una bottiglia di vino rosso suscita il buon umore. Dividete una melagrana tra nonni, genitori e nipoti, proverete sentimenti che non pensavate di avere. Nel fondo di ognuno di noi c'Ŕ il fanciullo pascoliano, nonostante i progressi tecnologici e informatici, sonnecchia ancora, e non ci vuole molto per svegliarlo e sfuggire cosý dalla gabbia del duro quotidiano.

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