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Un Vescovo nel Crotonese Mons. Pietro Raimondi

Dopo la Sua morte ho deciso di pubblicare qualche "memoria" su du Lui perchÄ perchÄ la sua testimonianza fosse di edificazione e di sprone.
Ho fatto uno schema di lavoro molto essenziale. Avevo tutto sul mio tavolo.
E' venuto a trovarmi, per caso, don Pietro Pontieri che mi ha visto riordinare un po' di detto materiale. l'ho notato, nella sua sensibilitł storica ed ecclesiale, molto interessato.
Ho avuto, allora, l'intuizione di affidargli la relazione del lavoro con l'impegno di raccogliere, anche, altri elementi o di inquadrarlo in una sintesi opportuna o possibile.
Ha accettato con ammirevole prontezza e significativa condivisione.
Con l'entusiasmo e con la passione che lo distingue per la nostra terra crotonese don Pietro, gił attento a lavori storici (basta ricordare il recente lavoro: "Tentativi di rinnovamento nelle diocesi del Crotonese" - Tipolito Congi 1987) in poco tempo ci ha offerto una "memoria" di Mons. Raimondi interessante, via ed aperta.
Ovviamente, il lavoro non Ć esaustivo ma delinea una pista. Non Ć cronacistico ma si presenta come una piccola antologia che raccoglie una varietł di flashes che, nel loro insieme, donano una lettura piŁ che sufficiente di un venticinquennio di episcopato, in un periodo dei piŁ forti della storia della Chiesa (1946 - 1971) durante il quale Ć stato celebrato il Concilio Vaticano II, per la profetica intuizione di Papa Giovanni XXIII, in risposta alle attese ed ansie del mondo contemporaneo.
C'Ć, nel lavoro, un esame ambientale della Chiesa nel Crotonese riportato da una conferenza del Prof. Silvio Bernardo, gił pubblicata nella nostra Rivista Diocesana (Anno II, N. 2 -Maggio - Dicembre 1976); e ben presentato il contesto ecclesiale dal qual Mons. Raimondi proviene, la Chiesa di Cassano; Ć delineato l'iter umano-formativo del futuro Vescovo di Crotone; sono descritti i tratti piŁ salienti e - diremmo commoventi - del Suo impegno episcopale ed Ć presentata - quasi uno scoop - qualche pagina del diario del Presule - relativa all'ultimo periodo della sua permanenza in Diocesi - nel quale rivela momenti di gioia e di croce, di prudenza edificante e di sofferenza silenziosa.
Vi Ć pure la pirma e sola Lettera pastorale "In tenebris fucet", nella quale c'Ć come enucleata quella che fu, poi, l'esperienza del suo servizio episcopale. Vi sono pagine di gusto storico particolare: l'ingresso sul cavallo bianco, alcuni gesti del Pastore nella tumultuosa fase della riforma agraria, il suo ammirevole amore alla madonna di Capocolonna, la sua attenzione ai giovani, alcune sue scelte veramente indovinate, direi profetiche, come l'inserimento della Pia Societł San Gaetano al Fondo GesŁ e a S. Francesco e la sua attenzione ai problemi emergenti di una cittł esplosa demograficamente e socialmente.
Sono registrati i momenti delle esequie: l'omelia nel Duomo di Crotone, l'eco della stampa ed alcune delle piŁ significative voci memoriali, la partecipazione della comunitł parrocchiale di Verbicaro.
Vi sono, infine, delle testimonianze di membri del clero e del laicato crotonese che fanno riviviere questa figura donando risalto ai tratti piŁ salienti della sua personalitł.

*****

Possa questo doveroso contributo al nostro caro Mons. Raimondi, ad un anno della sua morte, essere di incoraggiamento al cammino pastorale e sinodale della nostra Chiesa. Lui seguiva i lavori del nostro Sinodo.
Pochi giorni prima della sua morte ebbe a dirmi con una felice intuizione: "Il Sinodo! In fondo avrł esito solo se quanti si dicono cristiani lo saranno veramente, nella vita".
E' proprio vero! E' la vita che parla, come fu per Lui, uomo che non amś apparire ma essere, che fu radicalmente silenzioso e, per questo, veramente eloquente, pastore eloquente ed incidente.
Ed ora: defunctus adhuc loquitur.
Parla ancora. Non puś essere disatteso. Egli rimane - sô - nelle tante opere, ma al di lł di tutto, lo risentiamo nella parola della sua vita, nella sua testimonianza di credente, di Vescovo prudente, di pastore di scarna essenzialitł e di provocante semplicitł.

Giuseppe Agostino
Arcivescovo di Crotone - S. Severina

Crotone 29 luglio 1988
Anniversario delle esequie

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