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Pastore nel Sud

L'invito rivoltomi a voler presentare il libro redatto da D. Pietro Pontieri e dal sociologo Vito Barresi, per celebrare il XX di Episcopato di S.E. Mons. Giuseppe Agostino in Crotone, è stato da me assai volentieri accettato. Sono, anzi grato che mi si dia così l'occasione di manifestare la profonda stima e il fraterno affetto che mi legano da tanto tempo all'Ecc.mo Presule. L'ho conosciuto fin dall'inizio del suo Episcopato negli annuali incontri della Conferenza Episcopale Italiana, e poi in quelli più frequenti del Consiglio permanente, da quando egli è divenuto Presidente della Conferenza Episcopale calabra, e poi ancora Vicepresidente della C.E.I., in mia sostituzione.
Non posso dimenticare l'amabile invito da lui rivoltomi per le celebrazioni dell'erezione in Basilica Minore della Cattedrale di Crotone nel 1984, e l'altra occasione in cui ci siamo incontrati in Palermo, in seguito all'invito da me a lui rivolto di venire a dettare un Corso di esercizi al Clero nella Casa Diocesana di Baida.
Il volume che qui si offre alla distesa considerazione del lettore espone, in maniera in parte diacronica ed in parte sincronica e globale, tutti gli elementi che permettono di avere di questo "Pastore del Sud" una conoscenza puntuale e documentata, attraverso l'azione svolta dapprima nelle distinte sedi di Crotone, di Santa Severina e di Cariati, e poi nell'unificata Arcidiocesi di Crotone. Uno dei tanti emergenti del suo governo è stato proprio la saggezza con la quale egli seppe condurre gradualmente il Clero e le popolazioni all'accettazione di provvedimenti che di solito danno luogo a forti resistenze. Un episcopato itinerante, allora, che gli permise però di includere tutte le realtà in un progetto unitario, nel quale ciascuno era chiamato ad apportare lo specifico della propria storia, tradizioni, esperienze, per un comune arricchimento di tutti.
Assai bene è detto, nella parte del volume redatta dal Pontieri, che nell'azione pastorale di Mons. Agostino il fondamento teologico precede l'analisi sociologica, evitandosi così il rischio di prendere in considerazione, e forse di ritenere determinanti, elementi che possono attrarre l'attenzione, ma che non rispondono alle più profonde esigenze di liberazione che le realtà umane e sociali mostrano, quando sono lette alla luce del Vangelo.
I numerosi documenti del Magistero episcopale di Mons. Agostino, emanati nel corso di questi venti anni, sono aperta testimonianza della sua viva sensibilità di pastore per i bisogni concreti della sua gente, per le sofferenze che affliggono la generosa terra calabra, alla quale la Chiesa vuole dare il supporto della presenza e l'aiuto della sua azione illuminatrice e promozionale. Tracciando quale deve essere per il cristiano "la via dell'amore", egli ha modo di interessarsi, in positivo ed in negativo, di tutti i problemi che un pastore affronta nella sua Chiesa: la famiglia, il lavoro, l'emigrazione, i sequestri di persona, la mafia, la problematicità di certe "feste" religiose, della necessaria e qualificata presenza nell'ambito del "sociale". Di questa vigile presenza egli stesso ha personalmente dato la misura in tanti delicati momenti, e ultimamente nei giorni della lotta operaia per la vertenza dell'Enichem.
Emerge nell'azione e negli scritti di Mons. Agostino la grande capacità di "raccogliere in sintesi e rappresentare le peculiarità umane, i tratti psicologici, la dimensione culturale e vitale degli uomini e delle donne di una terra geograficamente isolata, istituzionalemente abbandonata, spesso evangelicamente incompresa". Molto di tutto questo lo si ritrova anche nel Documento della Conferenza Episcopale Italiana "Chiesa italiana e Mezzogiorno" del 1980, al quale Mons. Agostino si trovò a poter dare notevoissimi contributi.
Sulle carenze dello Stato, dominato da una politica che non viene svolta in funzione sociale, ma spesso in chiave clientelare, mirante alla ricerca del consenso numerico e alla lottizzazione del potere, Mons.Agostino è stato sempre particolarmente esplicito, come il volume espone nel suo XIII capitolo sul "difficile e fertile rapporto tra Fede e Politica". Dinnanzi al fatto, oggi tanto ricorrente, di vedere indicata, e forse anche accusata, la Chiesa quale "unico punto di riferimento" rispetto alla soluzione di angosciosi problemi (e questo può accadere in Calabria, come in Sicilia, come altrove...), veramente occorre sottolineare la sua vera missione, che è quella di avvicinare tutti per una nuova e più aggiornata opera di evangelizzazione, di inculturazione della Fede e di riscatto da ogni forma di degradazione della morale e dei costumi civili.
Dalla lettura di quesato volume non potrà che accrescere l'ampio apprezzamento che la voce e l'azione pastorale di Mons. Agostino hanno riscosso nell'ambito delle Chiese in Italia, insieme con l'augurio che le sue intuizioni ed indicazioni sempre più servano per il recupero e il rafforzamento di quella comunione ecclesiale, per la quale ciascuno senta il dovere e la responsabilità della partecipazione ed anche la gioia del suo adempimento.

Salvatore Pappalardo
Arcivescovo di Palermo

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