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L'Economia di Comunione si impara a scuola

A Crotone in Calabria si vuole fare un'esperienza nuova e un nuovo modo di fare impresa mettendo sempre più al centro la persona e i suoi bisogni con un progetto comune: quello di costruire e mostrare una società umana dove nessuno è indigente ad imitazione della prima comunità di Gerusalemme.

Si vuole costruire un percorso con le imprese locali, asse portante del progetto. Queste si impegneranno liberamente a mettere in comunione i profitti con l’obiettivo di aiutare le persone svantaggiate, creando nuovi posti di lavoro e sovvenendo ai bisogni di prima necessità, diffondendo la "cultura del dare" e della reciprocità e sviluppare l'attività di impresa, che deve restare efficiente e competitiva mentre si apre alla gratuità.

Così nasce l’idea della Scuola di Economia di Comunione che prenderà il via a Crotone giorno 5 giugno 2010.

In una Calabria martoriata dal non lavoro e dalla disoccupazione, fautore di questa nuova impresa titanica è Mons. Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone – S. Severina che, dopo l’iniziativa di Sibari, con il successo dell’Impresa Agricola del Riso calabrese, si misura, ancora una volta, sul campo dell’economia e del lavoro e della formazione dell’uomo.

La “mission” e gli obiettivi della Scuola di Economia di Comunione riguarderanno l’attività di formazione sul campo. Uno dei principali obiettivi è quello di offrire un servizio incentrato sulla persona, sul suo iter professionale e in sostanza attento ai suoi progetti.

Mons. Graziani conosceva già il progetto Economia di Comunione (EdC) e lo aveva già annunciato all’apertura dell’anno pastorale che avrebbe lanciato questa Scuola, anche perché i valori, su cui si basa EdC, hanno trovato una spontanea corrispondenza nella sensibilità degli stakeholder locali e regionali.

Alcuni obiettivi del progetto fanno già parte del cammino dell’ Arcidiocesi di Crotone – S. Severina e del Progetto Pastorale Diocesano che, molti anni or sono aveva già sperimentato itinerari come la Scuola di Etica e Economia, con un rapporto di reciprocità con imprenditori del Veneto, e con la Fondazione “Centesimua Annus” pro-Pontefice con scambi e nascita di micro imprese locali.

L'attenzione della Scuola di EdC è verso la persona dove gli ambiti in cui lavorano, creano, diventino luoghi di apprendimento e dove si costruiscono relazioni non meramente “economiche” ma in cui abbiano spazio la gratuità e la reciprocità.

Nella volontà dell’Arcivescovo Graziani c’è la forza di smuovere la terra con le sue migliori forze con una scuola-laboratorio che dia ali ai sogni dei giovani e ponga segni concreti di speranza oltre che l’ occasione per costruire insieme una via di sviluppo per la Calabria che sia sostenibile e capace di futuro certo.

“Il Bene vince - Formarsi per segni che realizzano sogni”, questo è il titolo della scuola mediterranea di economia civile e di comunione promossa dalla diocesi di Crotone – S. Severina, in collaborazione con il Comitato scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani. Un cambio di rotta per calare i valori etici nella pratica gestionale e amministrativa della vita aziendale, per non ridursi a mera e retorica dichiarazione di intenti.

Chi, ormai da anni, si occupa e chi è dentro l’EdC è convinto che un'azienda normale (profit) non abbia come unico o principale scopo quello di creare profitto, ma piuttosto quello di creare lavoro e qualità del vivere, soddisfazione e crescita professionale per tutte le persone coinvolte, grazie anche alla qualità dei rapporti che creano una soddisfazione reciproca non misurabile economicamente. Si è convinti, altresì, che si può realizzare un’Economia di Comunione in Calabria con la diffusione della “cultura del dare” costruendo rapporti di fraternità e di reciprocità fra persone e comunità.

Le condizioni per vivere la gratuità e la reciprocità sul lavoro sono date dalla consapevolezza, coltivata, che nelle relazioni umane e professionali autentiche hanno spazio debiti e crediti reciproci (di esperienza, di aiuto in momenti di necessità, ecc), non necessariamente esigibili e quantificabili in termini economici.

Per questo motivo, l’aiuto offerto non copre mai il totale delle necessità ma va sempre ad integrare ed affiancare le risorse di chi viene aiutato e della comunità locale in cui è inserito. Senza questa pre-condizione, nessun intervento dall’esterno potrà permettere di uscire dalle trappole dell’indigenza: in certi casi gli aiuti dall’ esterno potrebbero addirittura peggiorare la situazione, creando circoli viziosi di assistenzialismo.

Vivere la reciprocità del dono porta l’uomo, appena è in condizione di mantenersi autonomamente, a rinunciare a quell’aiuto e ad offrirlo ad altri. Una parola d’ordine che viene da chi sceglie di gestire una azienda con questi criteri: proporre a dipendenti e collaboratori una contrattualistica equa con l’obiettivo di costruire relazioni di lunga durata e cammini di crescita, con contratti a tempo indeterminato, e così via.

L’EdC è un progetto di imprenditori, lavoratori, dirigenti, consumatori, risparmiatori, cittadini, studiosi, operatori economici e politici, che ha come scopo il costruire e mostrare una società umana dove, ad imitazione della prima comunità di Gerusalemme, “nessuno tra loro è indigente”. In questo progetto “reale” e “concreto” il ruolo delle imprese è importante.

Le imprese sono l’asse portante del progetto. Queste si impegnano a mettere in comunione i profitti secondo tre scopi e con pari attenzione: Sviluppare l’impresa, che deve restare efficiente e competitiva pur se aperta alla gratuità; Aiutare le persone svantaggiate, creando nuovi posti di lavoro e sovvenendo ai bisogni di prima necessità, dando vita a dei processi di sviluppo iniziando da quanti condividono lo spirito che anima il progetto; sviluppare l'impresa, creando posti di lavoro e ricchezza, orientando l'intera vita intra ed extra aziendale verso il bene comune.

La caratteristiche principale dell’Economia di Comunione è cercare di fare della comunione non solo un modo per gestire gli utili, ma uno stile di vita e di conduzione aziendale, a tutti i livelli, delineando, così, un progetto a più dimensioni (aziendale, culturale, teorica e spirituale), tutte coessenziali. Crotone sarà un Laboratorio in cui si sperimenterà una formula di grande rilevanza e attualità, capace di coniugare i valori della solidarietà con quelli della libertà e dell’ efficienza e di contribuire a un’economia davvero a ‘misura di persona’.

[Salvatore Barresi]

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