Al Benedetto XVI festa di fine anno scolastico
Un bilancio positivo tracciato dai responsabili dell’Istituto Benedetto XVI in occasione della festa di fine anno scolastico,caratterizzata da un momento espressivo con la messa in scena del Mago di Oz nella Sala Raimondi ed infine un bouffet ben assortito sotto i gazebo nel cortile interno dell’ex- seminario.
Commossi e partecipi i genitori degli alunni,soddisfatti i docenti animatori dell’inizitiva.
Lo spettacolo allestito dagli allievi insieme ai docenti Alessandra Arcuri e Iole Macrì per l’adattamento testi,Lodi Luca e Vera Greco per le musiche, Adele Borghese e Francesco Criscuolo per la scenografia.
Nel suo saluto prima dello spettacolo l’Arcivescovo Mons. Domenico Graziani ha sottolineato fra l’altro che “l’asse istruzione e formativo globale,purtroppo è diventato debole. C’è da pensare che senza un adeguato confronto sarà difficile recuperare la completezza,nel quadro di riferimento della formazione dei ragazzi “. Ha aggiunto:” C’è il desiderio di una scuola che funzioni al 100 per cento,dove ci sia serenità di ambiente e dove non si chieda ai ragazzi il raggiungimento di obiettivi più grandi della loro portata “.
Il Dirigente Scolastico Don Antonio Mazzone ed il presidente della Cooperativa “Benedetto XVI “ Salvatore Gaetano manifestano soddisfazione per i risultati raggiunti dal liceo scientifico già al terzo anno di attività,dal liceo delle scienze umane e dalla sezione della scuola media,da costituire una vera rete scolastica di indirizzo cattolico-ha ribadito il Presidente della cooperativa Salvatore Gaetano, “ perché nel nostro territorio dia risposte positive alle esigenze della famiglie e degli studenti,che si rivolgono alla nostra struttura “.
Quanto all’aspetto economico relativo al funzionamento della struttura scolastica la Diocesi mette a disposizione 120.000 euro all’anno,mentre i finanziamenti pubblici sono esigui pari a 4.000 euro.
Ma c’è la convinzione che investire in cultura sia l’investimento più apprezzato,perchè prepara le nuove generazioni ai compiti che li attendono,in tempi segnati da una crisi profonda non solo di strutture produttive ma di valori condivisi su cui costruire un nuovo modello di sviluppo,che tenga conto delle nostre risorse naturali ed umane.
( P.P.)