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SENTIAMOCI TUTTI CUSTODI E RESPONSABILI DEL CREATO

Che la Bibbia sia stata da sempre approcciata e studiata da angolature le più disparate non desta meraviglia, ma che addirittura gli alberi possano essere considerati protagonisti e testimoni degli eventi è proprio inusuale. Solo una mente acuta come quella di mons. Pietro Pontieri, vero figlio delle montagne silane, poteva pensarlo ed escogitarlo. E lo fa con una perizia e maestria uniche, da par suo. Su questo non si meraviglia più di tanto chi lo conosce. A considerare poi la vastità della sua produzione letteraria non gli si può non riconoscere uno spirito di osservazione ed una freschezza intellettuale straordinariamente perspicaci e creativi. Chi avrebbe potuto pensare che la quercia di Mamre potesse trasformarsi non solo in osservatore, ma in un cronista minuzioso delle vicende di Abramo e della sua famiglia? Ed appare quanto meno inconsueto che delle piante possano raccontare le avventure e le disavventure degli uomini, per di più coinvolti in un piano divino, il cui filo conduttore resta velato di mistero agli stessi protagonisti. E che dire poi della suggestione del primo dei racconti, il cui soggetto narrante è l'albero di fichi del giardino dell'Eden? Non è l'albero del peccato originale - si chiami melo o della conoscenza del bene e del male - a prendere l'iniziativa, come sarebbe naturale, ma il fico da cui vengono strappate le larghe foglie per farne le cinture di copertura delle nudità di Adamo ed Eva, costretti a nascondersi alla vista di Dio a causa della disobbedienza consumata. Per di più si tratta non di un fico maliziosamente curioso davanti alla scena, come ci si potrebbe aspettare, ma di un albero quasi soddisfatto di potersi frapporre nell'offrire una scialuppa di salvataggio a quella prima coppia di umani incappata in un imbroglio colossale e che si è lasciata intrappolare ed ingannare alla prima occasione avuta per verificare la propria maturità e responsabilità. Di certo sarebbe stato troppo banale se l'autore, si fosse fermato al nudo racconto dei fatti, sia pure affidandosi ad un fico come soggetto narrante. Il punto è che attraverso il fico l'autore vuole condurre il lettore ad andare oltre il disastro delle origini per indurlo a considerazioni che toccano anche e profondamente la moderna attualità.

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